Sono il papà di Federica, mia figlia è una bambina autistica e frequenta una terza elementare tutta speciale.

La classe che frequenta mia figlia è speciale per un motivo molto banale la fa sentire una bambina normale.
Mia figlia contrariamente a quello che si sente e si vede in giro è integrata perfettamente.

Devo farvi una premessa, il 2 aprile è stata la giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo e guardando un po’ in giro tra i social è i vari convegni fatti una delle cose che più mi ha colpito e sentire la preoccupazione dei genitori dei bambini disabili sull’integrazione scolastica.

Non viviamo sulla luna ed è normale almeno così vogliamo pensare, che bambini in modo del tutto naturale discriminano quelli meno fortunati di loro, anche questi comportamenti rientrano nel così decantato bullismo.

Io invece voglio raccontare una storia diversa, una storia meravigliosa e banale allo stesso tempo, in una scuola della periferia di Napoli si vive un sogno, il sogno di un genitore che vede la propria figlia essere trattata come una bambina normale.

Grazie al lavoro della sua insegnante perno principale di questo risultato. Mia figlia Federica in questi anni ha cambiato più maestre di sostegno, ma nonostante questo il risultato raggiunto fino ad ora dalla classe è meraviglioso e dobbiamo dedurre quindi che il punto di forza e la maestra Anna, la maestra di ruolo di questi bambini.

Lei dice di fare solo il suo lavoro in modo normale, forse nemmeno si rende conto di cosa stia facendo ed è per questo che gli ho proposto di essere intervistata, se lei usa un metodo particolare che lei considera naturale, questo metodo deve essere fatto conoscere ad altri e non può essere rinchiuso tra quattro mura, avere un risultato di questo tipo e vederlo in bambini di 8 anni è un qualcosa di eccezionale.

Vi racconto un aneddoto ma ve ne potrei raccontare altri.

Una mattina accompagnando Federica a scuola capito che l’amichetta di banco si assento, allorché senti un’altra amichetta che sedeva da un’altra parte della classe chiedere alla maestra se poteva sedersi vicino a mia figlia, sono gesti semplici ma che ti fanno capire che in quella classe sta succedendo qualcosa di fantastico.

Spero di rendere questa bella storia di esempio per tanti.

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