17 Settembre 2026
Autismo, la TMA è nata in Campania e si fa in cinquanta piscine. Ma l’ASL non la paga

Autismo, la TMA è nata in Campania e si fa in cinquanta piscine. Ma l’ASL non la paga

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Ad Arezzo, il 12 settembre, ha aperto un nuovo centro per bambini e ragazzi con autismo. Si chiama TMA 5.0 e usa la Terapia Multisistemica del metodo Caputo-Ippolito.

Non è la prima volta che sento parlare di questo approccio. È la prima volta però che leggo, in fondo all’articolo, la lista completa dei centri italiani. E lì c’è una cosa che mi ha colpito.

In tutta la Campania di centri così ne esiste UNO. A Casoria, in via Vincenzo Cuoco 26. A pochi chilometri da casa mia.

DI COSA STIAMO PARLANDO

La Terapia Multisistemica per l’Autismo, TMA per brevità, nasce in Campania nei primi anni Duemila dal lavoro degli psicologi Enrico Caputo e Giovanni Ippolito. L’idea di base è semplice: non si lavora su un pezzo per volta, ma su tutti i sistemi funzionali insieme, quello relazionale, quello emotivo, quello cognitivo, quello sensomotorio. E per farlo si parte dall’acqua, che abbatte le resistenze e mette il bambino in una relazione. Poi si passa alla terra, ai laboratori, al social skill training, al parent training per i genitori.

Non è la panacea, non lo è nessuna terapia. Ma è un approccio che dopo vent’anni è ancora vivo, ha una rete di operatori formati e adesso, con quello di Arezzo, arriva a quindici centri di trattamento completi in tutta Italia.

UNO SOLO IN CAMPANIA? NON PROPRIO

Guardate la mappa dei centri completi, quelli dove si fa tutto il percorso, acqua, terra e laboratori. La Puglia ne ha tre (San Giovanni Rotondo, Mesagne, Taranto). La Sicilia due. Il Piemonte due. Il Lazio due. La Toscana adesso tre. La Campania, la regione dove il metodo è nato, ne ha uno solo. Casoria.

Poi però sono andato a guardare l’altro elenco, quello della terapia in acqua, che è il cuore del metodo. E lì il quadro cambia completamente. In Campania la TMA in acqua si fa in una cinquantina di piscine. Una trentina solo in provincia di Napoli: Fuorigrotta, Vomero, Barra, Portici, Ercolano, Pozzuoli, Pomigliano, Acerra, Giugliano, fino a Ischia e Sorrento. Poi Caserta, Salerno, Benevento, Avellino.

Quindi il problema non è che la terapia non ci sia. C’è, ed è probabilmente più vicina a casa vostra di quanto pensiate. Il problema è di rete, di conoscenza, di “chi lo dice ai genitori che esiste”.

Perché il vero scandalo, da genitore di una ragazza autistica, non è che una terapia sia rara. È che nessuno te la dice. Vai al neuropsichiatra, ti danno un piano, ti mandano al servizio ASL, e finita lì. Che nella piscina del tuo quartiere c’è qualcuno che lavora con i ragazzi nello spettro, con un metodo nato qui che ha vent’anni di storia, tu lo scopri per caso su un sito. O leggendo, per fortuna, il pezzo di un blog.

E L’ASL? NIENTE

La prima domanda che mi sono fatto è stata: si può fare in convenzione? Ho cercato. La risposta, per quello che si riesce a trovare, è no. Non ho trovato una sola convenzione con l’ASL, né in Campania né altrove. L’unica “convenzione” che si trova in rete è quella di un’associazione romana con il fondo di assistenza della Polizia di Stato, che vale solo per le famiglie degli agenti. Tutti gli altri pagano di tasca propria. Secondo quanto raccontano i genitori sui forum, si parla di circa 150 euro al mese, a cui si aggiungono le supervisioni.

Il motivo ufficiale c’è. L’autismo è nei LEA dal 2015, e l’ASL copre gli interventi previsti dalle Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità: ABA, interventi mediati dai genitori, logopedia, neuropsicomotricità. La TMA in quelle linee guida non c’è.

Ma secondo me dovrebbe essere convenzionata, o almeno dovrebbe esserci qualcuno che si prende la briga di valutarla seriamente. Un metodo nato in Campania, praticato da vent’anni, con una cinquantina di piscine solo nella nostra regione e centinaia di famiglie che ci si affidano, non può restare per sempre una cosa “da chi se la può permettere”. Se funziona, va messa a disposizione di tutti. Se ci sono dubbi, la Regione finanzi uno studio e lo verifichi, invece di lasciare le famiglie da sole a decidere e a pagare. Quello che non va bene è la via di mezzo di oggi: una terapia che esiste, che le famiglie scelgono, e che il pubblico fa finta di non vedere.

Un genitore di un figlio autistico spende già tanto, in soldi, in tempo e in energie. Non dovrebbe pagare anche il fatto che la sanità pubblica non si è mai posta la domanda.

COSA POTETE FARE ADESSO

Se avete un figlio, un nipote, un vicino con una diagnosi nello spettro, andate a vedere l’elenco ufficiale delle piscine dove si fa la TMA, provincia per provincia, e quello dei centri di trattamento completi, dove c’è anche Casoria. Accanto a ogni voce trovate i contatti. Chiamate, chiedete come si accede, se ci sono liste d’attesa, quali fasce d’età prendono e quanto costa. Non vi costa nulla e almeno sapete di cosa parliamo.

E già che ci siete, chiedete anche al vostro Comune se esistono contributi per attività terapeutiche o sportive per ragazzi con disabilità: in alcuni casi coprono una parte della spesa.

Poi, magari, sarebbe compito di chi gestisce la sanità pubblica campana far conoscere ai genitori quello che esiste sul territorio, e decidere una volta per tutte se merita di essere pagato. Non di un padre che tiene un blog. Ma tant’è.

FONTI

AgenSIR, “Autismo: un centro per migliorare la qualità della vita di pazienti e famiglie”, 12 settembre 2026 (agensir.it).
Terapia Multisistemica in Acqua, elenco centri di trattamento Caputo-Ippolito (terapiamultisistemica.it).
Terapia Multisistemica in Acqua, elenco delle strutture TMA per regione (terapiamultisistemica.it).
Autismile, scheda del centro TMA di Casoria (autismile.it).
Istituto Superiore di Sanità, Linea Guida per la diagnosi e il trattamento di bambini e adolescenti con disturbo dello spettro autistico, 2023 (iss.it).
Genitori e Autismo Onlus, convenzione TMA con il Fondo di Assistenza per il Personale della Pubblica Sicurezza (genitorieautismo.org).
Spazio Asperger, forum genitori, discussione “Terapia multisistemica in acqua” (forum.spazioasperger.it).

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Scritto da
Pietro De Filippis
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Pietro De Filippis

Webmaster - UX/UI Designer

Sviluppo e progetto esperienze web con un focus su usabilità, performance e design pulito. Il web è sempre stato il mio principale interesse e nel tempo è diventato anche il mio lavoro.

Vivo a Casoria (NA) con la mia famiglia. Nel tempo libero continuo a sperimentare e migliorare progetti web personali e professionali.

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