Da questo settembre l’intelligenza artificiale entra in classe per obbligo di legge, non per curiosità del prof di turno.
Il 2 agosto è diventato pienamente operativo l’AI Act europeo, il Regolamento (UE) 2024/1689 che fissa le regole d’uso dei sistemi di intelligenza artificiale. Due giorni dopo il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo di adeguamento nazionale. Sullo sfondo, il piano da 200 MILIONI di euro del Ministero dell’Istruzione: cento per formare i docenti all’uso didattico dell’IA, cento per educare i ragazzi ai rischi.
Sulla carta è una rivoluzione. Ora si vedrà chi la fa davvero.
OBBLIGHI CHE SCATTANO ADESSO
Ogni istituto deve dotarsi di un Regolamento d’Istituto sull’uso dell’IA, che dica chiaramente cosa possono fare studenti, docenti e personale. I chatbot, i deepfake e i contenuti generati automaticamente devono dichiarare la propria natura: se una scuola manda una risposta automatica alla famiglia, deve essere chiaro che a scriverla non è stata una persona.
Dal febbraio 2025 è già vietato usare sistemi di IA per dedurre le emozioni degli studenti in aula. Tutto il personale, dai docenti al DSGA, deve raggiungere un livello adeguato di alfabetizzazione, la cosiddetta AI literacy. Nasceranno i Comitati Tecnico-Etici Territoriali per vigilare sulla privacy e sulla verificabilità di quello che accade in classe. E l’educazione civica include per legge un pezzo dedicato all’intelligenza artificiale e al riconoscimento dei contenuti falsi.
COSA POSSONO FARE I GENITORI
La cosa fattibile subito, in queste settimane, è chiedere alla scuola come si sta muovendo. Il Regolamento d’Istituto sull’IA è stato adottato? Chi lo ha scritto, e viene comunicato alle famiglie? Con quali strumenti automatici hanno a che fare i nostri figli nella didattica e in segreteria? Non serve una laurea in informatica per porre queste domande, serve solo essere presenti.
Chi mi conosce sa che io la tecnologia la considero un’occasione, non una minaccia. Un giorno l’IA potrà davvero aiutare i ragazzi con disabilità nell’apprendimento, e va bene così. Ma un conto è usarla come strumento, un altro è farla decidere al posto nostro sui nostri figli. La parte più delicata dell’AI Act, quella sui sistemi ad alto rischio che riguardano ammissioni e valutazione degli apprendimenti, entrerà in vigore il 2 dicembre 2027: c’è tempo per prepararsi bene, oppure per trovarsi impreparati anche quel giorno.
IL RISCHIO
Il rischio, come sempre, è che tutto resti sulla carta. Duecento milioni sono tanti, ma se finiscono nel solito corso di formazione fatto di quattro slide e un attestato, non serviranno a niente. E le scuole di San Pietro a Patierno, come tante altre di periferia, rischiano di arrivare buone ultime.
Ai dirigenti scolastici dico solo una cosa: fatevi trovare pronti, e soprattutto fateci vedere cosa avete deciso. Le famiglie hanno diritto di sapere con quali algoritmi hanno a che fare i loro figli.
FONTI
ANSA, Intelligenza artificiale, metal detector, psicologo gratis e latino alle medie: ecco come cambia la scuola, 25 agosto 2026.
ANP (Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici), IA a scuola: obbligo o facoltà? Cosa cambia davvero dal 2 agosto 2026, 28 luglio 2026.
Ministero dell’Istruzione e del Merito, comunicato sul piano di formazione dei docenti sull’IA (200 milioni).
Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), art. 4 (alfabetizzazione) e art. 50 (trasparenza).







