«Nessuna decurtazione: il servizio parte la settimana prossima con il cento per cento delle ore».
Lo ha assicurato ieri pomeriggio l’assessora alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, Chiara Marciani, cercando di spegnere l’incendio scoppiato tra cooperative, educatori e famiglie dopo la notizia di un imminente taglio del 50 per cento ai fondi per l’assistenza specialistica.
Mettiamola alla prova subito, questa frase, perché lunedì 5 ottobre arriva tra cinque giorni.
DALL’IPOTESI DI TAGLIO AL SALVATAGGIO IN EXTREMIS
Prima è circolata la voce del dimezzamento del budget. Poi il presidente della Commissione Bilancio, Walter Savarese, ha cercato di metterci una toppa scrivendo sui social che il taglio sarebbe stato «soltanto del 15%» per l’enorme mole di domande arrivate. Infine, a fine giornata, la retromarcia completa: fondi trovati, nessun taglio, cento per cento delle ore coperte.
Bene. Anzi, benissimo. Ma la campanella in Campania è suonata venerdì 12 settembre.
Significa che per quasi un mese intero centinaia di alunni con disabilità grave nelle scuole napoletane sono rimasti in classe senza operatore specialistico. O peggio: sono rimasti a casa, oppure sono dovuti uscire alle undici di mattina perché senza supporto la scuola non garantiva la loro permanenza.
Lo ripeto ancora una volta: l’assistenza specialistica NON è l’insegnante di sostegno. Il docente lo assegna il Ministero; l’operatore per l’autonomia e la comunicazione (ASACOM, educatore, interprete LIS) lo deve pagare il Comune, come prescrive l’articolo 13 della Legge 104. Se manca l’operatore, il ragazzo non ha chi lo aiuti a comunicare, chi lo accompagni nei bisogni primari o chi lo sostenga nelle dinamiche di classe.
E c’è un secondo dettaglio che a Palazzo San Giacomo si guardano bene dal gridare ai quattro venti: il 5 ottobre il servizio parte solo per chi ha inoltrato l’istanza entro il 31 agosto. Chi ha fatto domanda nella seconda finestra, aperta il 1° settembre e attiva fino al 31 ottobre sulla piattaforma serviziadomanda.resettami.it/napoli, quando vedrà l’operatore? A metà novembre? A dicembre? Due mesi scolastici polverizzati.
LUNEDÌ MATTINA AL CANCELLO: COSA DOVETE CHIEDERE
Da genitore di una ragazza autistica vi dico che i comunicati stampa finiscono dove comincia il cancello della scuola. Lunedì mattina si contano i fatti.
Ecco cosa dovete fare, concretamente:
1. Lunedì 5 ottobre alle 8:30 verificate di persona che l’operatore sia fisicamente in aula e assegnato a vostro figlio.
2. Chiedete alla scuola quante ore settimanali ha autorizzato il Comune e confrontatele col Piano Educativo Individualizzato (PEI). Se nel PEI ci sono scritte dieci ore e il Comune ne copre sei, il taglio c’è stato: fate verbalizzare la mancata corrispondenza e non firmate orari ridotti.
3. Chi ha presentato domanda a settembre nella seconda finestra chieda alla segreteria scolastica attestazione formale dell’inoltro della pratica al Comune.
All’amministrazione comunale dico: i diritti fondamentali non si annunciano come una grazia concessa all’ultimo minuto dopo aver fatto tremare le famiglie. Un servizio essenziale deve cominciare il primo giorno di scuola, non il 5 ottobre.
E se lunedì l’operatore non c’è o le ore sono state tagliate rispetto a quanto stabilito, scrivetemi: mettiamo in fila le carte e mandiamo la diffida.
FONTI
Fanpage.it, «Scuole a Napoli, salvati i fondi per l’assistenza ai bimbi disabili: Parte il 5 ottobre», 29 settembre 2026
Comune di Napoli, Area Welfare – Servizio Politiche di Inclusione e di Integrazione Sociale, «Assistenza specialistica alunni disabili – a.s. 2026/2027», avviso pubblico luglio 2026







