Un corridoio stretto in una palazzina di uffici nella zona industriale tra Casoria e Poggioreale: la porta a vetri della sala server socchiusa, il ronzio continuo delle ventole e un responsabile amministrativo con una cartellina sottobraccio che liquida la questione: «Tanto a noi l’AI Act non tocca mica, noi mica facciamo videosorveglianza o indagini di polizia».
Sbagliato. Mettetevi comodi, perché mancano meno di quarantotto ore.
Mercoledì 30 settembre 2026 entra ufficialmente in vigore il Decreto legislativo 9 settembre 2026, n. 160, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 15 settembre. È il primo provvedimento attuativo della Legge 23 settembre 2025, n. 132 che adegua il nostro ordinamento al Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act).
IL TRABOCCHETTO NEL TITOLO DELLA GAZZETTA
Se leggete il titolo del decreto, sembra una faccenda riservata alle forze dell’ordine: parla di attività di polizia, riconoscimento biometrico e telecamere comunali. Molti si sono fermati all’intestazione e hanno tirato un sospiro di sollievo.
Hanno fatto male i conti.
Dentro quel decreto c’è una novità che ribalta i tavoli di qualsiasi azienda privata e di qualsiasi ente pubblico che utilizzi algoritmi o strumenti digitali avanzati: l’inserimento dell’articolo 25-vicies nel Decreto legislativo 231/2001, la legge sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche.
Tradotto per chi non mastica codici e decreti: se un’azienda commette un illecito tramite un’intelligenza artificiale per trarne un vantaggio economico o operativo, la colpa non ricade solo sul singolo operatore, ma ricade sull’intera società con sanzioni da capogiro e l’interdizione dai contratti pubblici.
IL NUOVO REATO 231 E LE SANZIONI FINO A UN MILIONE E MEZZO
Il decreto introduce infatti due nuovi reati nel Codice Penale. Il primo è l’articolo 437-bis: punisce con la reclusione da uno a cinque anni (fino a otto se c’è pericolo per la pubblica incolumità) chi omette di adottare le misure tecniche di sicurezza o la sorveglianza umana nei sistemi ad alto rischio, o ne altera illecitamente il funzionamento. Per l’azienda, la sanzione pecuniaria va da 600 a 1.000 quote: al valore massimo di 1.549 euro a quota, significa superare 1.500.000 euro di sanzione.
Il secondo è l’articolo 612-quater c.p. sulla diffusione non autorizzata di deepfake e contenuti generati per ingannare terzi, con multe fino a 700 quote.
IL DANNO E L’INVERSIONE DELL’ONERE DELLA PROVA
Ma lì c’è un’altra crepa, ancora più pesante, nascosta negli articoli 17 e 18 del decreto. Quando un cittadino, un utente o un lavoratore subisce un danno da un sistema di intelligenza artificiale che ha violato i requisiti dell’AI Act, il nesso di causa fra la violazione e il danno si presume. Il giudice può ordinare l’esibizione di tutti i log e del codice di funzionamento.
Non è più il cittadino a dover dimostrare come funzionava la scatola nera: è l’azienda a dover dimostrare che il sistema era monitorato da una persona in carne e ossa e con le adeguate misure di sicurezza.
COSA DOVETE VERIFICARE PRIMA DI MERCOLEDÌ
Chi mi conosce sa che di intelligenza artificiale e futuro del lavoro discuto da anni. L’algoritmo non è un giocattolo da convegno: è uno strumento che decide, valuta persone, assegna turni e gestisce dati. Da mercoledì mattina la pacchia dell’alibi informatico è finita per TUTTI.
Se gestite un’impresa o un ufficio sul territorio, fate tre cose subito:
1. Mappate ogni singolo software in uso: dai filtri di selezione delle candidature ai sistemi di controllo industriale o di gestione documentale.
2. Verificate chi ha la «sorveglianza umana»: ci deve essere un responsabile nominato per iscritto, non un generico «se ne occupa il computer».
3. Aggiornate il Modello 231: se manca la voce sui rischi algoritmici, dal 30 settembre siete scoperti.
Chi pensava che l’AI Act fosse solo una dichiarazione di principi di Bruxelles si sveglierà mercoledì con il codice penale in mano. E se vi serve orientarvi tra le sigle, io sto qui.
FONTI
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale n. 214 del 15 settembre 2026, Decreto Legislativo 9 settembre 2026, n. 160 (gazzettaufficiale.it)
Parlamento Italiano, Legge 23 settembre 2025, n. 132, Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale (normattiva.it)
Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024 (AI Act) (eur-lex.europa.eu)






