- Lunedì 19 ottobre, ore 18:30. In via Nuovo Tempio 1, a San Pietro a Patierno, ci siamo guardati in faccia.
L’assemblea pubblica convocata da Mauro Marotta metteva sul tavolo una realtà che non concede più rinvii: la chiusura della pista per lavori a novembre 2026 e il nuovo Masterplan 2035 approvato da ENAC, che prevede oltre 250 milioni di investimenti per spingere l’aeroporto di Capodichino oltre la soglia dei 17 milioni di passeggeri all’anno.
Numeri imponenti per la finanza e il turismo cittadino.
Per chi abita sotto le rotte di atterraggio e decollo, invece, significa un assedio quotidiano che tocca l’aria, le case e il diritto fondamentale a vivere senza ammalarsi.
LA COLPA SCARICATA SUI CITTADINI
Dopo l’introduzione di Marotta e l’intervento del consigliere comunale Pasquale Esposito, a gelare la stanza sono stati i dati esposti dal dottor Marcella. Mettendo a confronto l’esperienza maturata nella battaglia della Terra dei Fuochi ad Acerra con la situazione sanitaria locale, è emersa un’evidenza pesante: San Pietro a Patierno registra un tasso di incidenza per il tumore ai polmoni tra i più alti di tutta Napoli, un dato direttamente correlato alla vicinanza e all’impatto costante dell’aeroporto.
La replica del direttore dell’ASL locale ha lasciato tutti senza parole.
Sostenere pubblicamente che la causa di quei dati epidemiologici non sia l’inquinamento da idrocarburi e polveri sottili ma «il cattivo stile di vita dei residenti» rappresenta uno schiaffo inaccettabile a un’intera comunità.
Una lettura miope, corretta subito dopo da Simona Cappella, responsabile dei servizi sociali territoriali, che ha ricordato come il disagio sociale del quartiere sia reale, ma ha anche riportato una testimonianza tangibile: la patina nera e grassa che ogni giorno i cittadini si ritrovano costretti a togliere a forza dalle ringhiere e dai davanzali dei balconi non è una cattiva abitudine alimentare, è cherosene combusto che finisce dritto nei bronchi.
LE POLVERI DEI BALCONI NON PARLANO COLLINARE
Durante il dibattito ha preso la parola anche una rappresentante del comitato No Fly Zone del Vomero, tentando di deviare il fuoco dell’incontro sulle rotte che sorvolano la collina.
A quel punto mi sono alzato e l’ho interrotta.
L’ho fatto con fermezza perché il baricentro di quell’assemblea era San Pietro a Patierno, non i salotti della città. Da decenni assistiamo alla stessa beffa: quando arrivano i fondi per la mitigazione acustica o per le compensazioni ambientali, le risorse prendono il volo verso altri quartieri, mentre qui non si vede un centesimo.
La questione sanitaria è prioritaria, ma cammina di pari passo con l’abbandono socioeconomico e infrastrutturale di una periferia che non può più fungere da servitù di passaggio a costo zero.
LE PRETESE CONCRETE DA METTERE A VERBALE
Ha concluso i lavori il deputato Marco Sarracino, ribadendo che questo appuntamento deve segnare l’avvio di una mobilitazione permanente per stilare una piattaforma di richieste precise da imporre a Gesac e alle istituzioni competenti.
Da questa assemblea emergono passaggi inderogabili che i comitati e la Municipalità devono formalizzare immediatamente:
Pretendete una rete di centraline ARPAC fisse per il monitoraggio continuativo degli inquinanti aeroportuali e delle polveri ultrafini (PM 0,1) installata a terra nel cuore dell’abitato di San Pietro a Patierno, non a chilometri di distanza.
Esigete dal Comune di Napoli l’istituzione di un vincolo di destinazione esclusivo per le risorse dell’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili (IRESA), affinché i proventi restino sul territorio della Settima Municipalità per interventi di isolamento acustico degli edifici e riqualificazione urbana.
Partecipate compatti alle prossime convocazioni del tavolo cittadino e respingete ogni ipotesi di incremento dei movimenti aerei che non preveda prima la tutela assoluta della salute pubblica.
Se durante la discussione i miei toni sono risultati aspri, chiedo scusa ai partecipanti per l’irruenza. Ma quando si tocca la carne viva del quartiere in cui vivi e cresci la rabbia civile non si contiene: San Pietro a Patierno non intende più pagare in silenzio lo sviluppo degli altri.
FONTI
Gesac / ENAC, Masterplan Aeroporto di Napoli 2035, settembre 2026
Comune di Napoli, Deliberazione del Consiglio Comunale n. 181/2026 su imposta IRESA e compensazioni ambientali, 29 giugno 2026
Assemblea pubblica «Aeroporto di Capodichino e Masterplan 2035», via Nuovo Tempio 1, Napoli, 19 ottobre 2026






