Il 10 ottobre 2025 è entrata in vigore la Legge 132, la prima legge italiana sull’intelligenza artificiale, che all’articolo 24 dava al Governo dodici mesi esatti per approvare i decreti legislativi di adeguamento all’AI Act europeo.
Sabato prossimo quella finestra temporale si chiude.
Se sul versante penale e societario qualcosa si è mosso a fine settembre con il decreto legislativo 160, sul terreno che tocca la vita di tutti i giorni – la sanità, i servizi comunali, gli sportelli pubblici – il quadro è desolante.
L’ALGORITMO NON PUÒ FARE IL MEDICO
La Legge 132 ha fissato principi che sulla carta sono sacrosanti. L’articolo 7 stabilisce a chiare lettere che l’intelligenza artificiale nei percorsi di cura è solo uno strumento di supporto: la decisione finale deve rimanere SEMPRE in capo al medico, ed è fatto divieto assoluto di usare algoritmi per selezionare o discriminare l’accesso alle prestazioni sanitarie. Non solo: ogni paziente ha il diritto di essere informato in modo chiaro e comprensibile se nella sua diagnosi o nella gestione della sua cartella interviene un sistema automatizzato.
Poi c’è l’articolo 10, che affida all’AGENAS la realizzazione della Piattaforma Nazionale di intelligenza artificiale per l’assistenza territoriale e le Case della Comunità, alimentata dai dati del Fascicolo Sanitario Elettronico.
Tutto bellissimo nei convegni dei ministeri. Ma provate ad andare domattina all’ASL Napoli 1 Centro, o al distretto sanitario di quartiere, e chiedete al personale se sanno quali algoritmi stanno già profilando le agende o gestendo le priorità delle visite. Vi guarderanno come se foste sbarcati da Marte.
LA SCATOLA NERA DEGLI SPORTELLI PUBBLICI
Chi mi conosce sa che non sono affatto un tecnofobo. Da anni studio l’impatto dell’automazione e dei modelli linguistici, e continuo a sostenere che la tecnologia possa liberare tempo prezioso e migliorare i servizi. Ma c’è una condizione non negoziabile: la TRASPARENZA.
L’AI Act europeo e l’articolo 3 della Legge 132 parlano chiaro: conoscibilità, spiegabilità e tracciabilità. Nella Pubblica Amministrazione i cittadini hanno il diritto di sapere chi, come e con quali parametri un algoritmo interviene nell’istruttoria di una pratica, nell’assegnazione di un punteggio sociale o nell’ordinamento di una lista d’attesa.
Oggi quel registro degli algoritmi, che ogni amministrazione locale dovrebbe rendere pubblico e accessibile con un click sul proprio sito istituzionale, è semplicemente un fantasma. A San Pietro a Patierno come a Fuorigrotta, la burocrazia usa il software come un paravento insindacabile: «ha deciso il sistema».
E questo NON è accettabile.
COSA CHIEDERE DA OGGI ALLA VOSTRA ASL
La delega scade il 10 ottobre, ma i diritti scritti nella legge sono già in vigore da un anno. Ecco cosa possiamo fare da subito, senza aspettare altri rinvii:
1. Presentate un’istanza di accesso civico generalizzato (FOIA) alla vostra ASL di riferimento chiedendo formalmente se per la gestione delle liste d’attesa, dei triage o della refertazione siano attualmente impiegati applicativi basati su sistemi di intelligenza artificiale o automazione decisionale.
2. Fate la stessa cosa con il vostro Comune di residenza per quanto riguarda le graduatorie dei servizi sociali, dei contributi all’affitto o dei piani di assistenza: pretendete di conoscere i criteri algoritmici utilizzati e i registri di funzionamento.
3. Quando vi sottoponete a un esame specialistico o a un consulto in cui vi viene accennato l’uso di software avanzati, chiedete che venga messo per iscritto nel referto il ruolo del medico rispetto alle indicazioni fornite dal software.
La tecnologia deve servire a rendere i servizi più umani ed efficienti, non a costruire alibi digitali per l’inefficienza pubblica.
E se vi rispondono con il solito silenzio burocratico, segnalatemelo: le carte le leggiamo insieme.
FONTI
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Legge 23 settembre 2025, n. 132, «Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale», entrata in vigore il 10 ottobre 2025 (gazzettaufficiale.it)
Parlamento Europeo e Consiglio dell’Unione Europea, Regolamento (UE) 2024/1689 del 13 giugno 2024 (AI Act), Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (eur-lex.europa.eu)
AGENAS – Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, «Piattaforma di intelligenza artificiale per l’assistenza primaria e territoriale» (agenas.gov.it)






