Vi hanno raccontato che con il nuovo decreto legge le ore di sostegno sono finalmente blindate e che i tagli dei presidi appartengono al passato?
È la favola che circola da una settimana, da quando sulla Gazzetta Ufficiale numero 227 del 30 settembre è spuntato il decreto-legge n. 170.
In vigore dal 1° ottobre.
Sulla carta c’è una novità che sembra una vittoria: all’articolo 1 sparisce la vecchia dicitura per cui il Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione (GLO) si limitava a fare una «proposta» di ore.
Adesso il PEI (Piano educativo individualizzato) le «definisce, con adeguata motivazione».
E per gli alunni già iscritti nella stessa scuola, il documento si chiude a giugno, lasciando solo «le prime due settimane del mese di ottobre» per eventuali ritocchi. Per i nuovi iscritti la tagliola scatta il 15 ottobre.
Sembra una misura di ferro contro i soliti ritardi autunnali, ma se andate a leggere i commi con gli occhi di chi combatte nelle scuole da sedici anni, la trappola salta agli occhi subito.
IL VERBALE A PORTE CHIUSE
Il decreto introduce una regola che fa accapponare la pelle: il GLO può approvare il PEI anche se manca una componente, purché regolarmente convocata, «quando ciò sia necessario per rispettare i termini».
Tradotto dal burocratese per noi genitori: se l’ASL Napoli 1 Centro non manda il neuropsichiatra infantile perché gli organici sono al collasso – ed è la regola a Napoli, non l’eccezione – la scuola non aspetta più nessuno.
E c’è di peggio.
Se voi genitori lavorate e non potete presentarvi nell’orario stabilito dal dirigente, o se la mail si perde nei meandri delle circolari, il verbale si chiude ugualmente.
Basta aver mandato la convocazione formale.
Un patto educativo che dovrebbe costruire la vita scolastica di un ragazzo disabile viene ridotto a una pratica di segreteria da liquidare entro il 15 ottobre per non rischiare richiami ministeriali.
LA TRAPPOLA DELL’ORGANICO
Poi c’è il capolavoro sulle ore assegnate.
Il testo stabilisce che nel passaggio d’anno si valuta in via prioritaria il mantenimento delle ore dell’anno precedente, ma ci infila sei parole micidiali: «fatta salva l’assegnazione dell’organico».
Eccola lì, la scappatoia.
Da genitore di Federica ho passato anni a contare le ore assegnate rispetto a quelle certificate, finendo al TAR per far valere una sentenza che ci riconoscesse il diritto allo studio.
Se il ministero o l’Ufficio scolastico regionale non finanziano i posti in deroga, la scuola metterà a verbale che l’organico non c’è e le ore scenderanno lo stesso.
Loro con le carte a posto, noi con le ore dimezzate.
COSA PRETENDERE SUBITO DALLA SCUOLA
Da oggi alla metà del mese mancano pochi giorni. Ecco cosa dovete fare immediatamente:
1. Verificate se la scuola ha convocato il GLO per l’aggiornamento o per il PEI definitivo dei nuovi iscritti. Se non avete ricevuto nulla, inviate oggi stesso una PEC alla presidenza chiedendo la convocazione urgente e formalizzando la vostra partecipazione inderogabile.
2. Se vi convocano in un orario in cui non potete essere presenti, non limitatevi a dirlo a voce: inviate una PEC entro 24 ore chiedendo una riconvocazione motivata, così da impedire che approvino il documento in vostra assenza.
3. Pretendete che nel verbale sia scritto il numero esatto di ore deliberate dal GLO e non accettate mai diciture generiche o formule subordinate all’organico. Se ci sarà da andare al TAR, vi servirà quella cifra precisa.
Ai dirigenti scolastici dell’Ambito Napoli 1 e della VII Municipalità dico: non usate la scusa della fretta per trasformare l’inclusione in un atto d’ufficio.
I diritti dei nostri ragazzi non si archiviano per silenzio-assenso.
E se a scuola vi dicono che «ormai la finestra è chiusa», scrivetemi: le carte le guardiamo insieme.
FONTI
Gazzetta Ufficiale n. 227 del 30 settembre 2026, Decreto-Legge 30 settembre 2026, n. 170, «Misure urgenti per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico 2026/2027…» (gazzettaufficiale.it)
Ministero dell’Istruzione e del Merito, Notizie e sintesi del DL 170/2026 (mim.gov.it)






