Da oggi mancano esattamente trentasei giorni al 1° novembre 2026, il giorno in cui l’aeroporto di Capodichino chiuderà completamente le piste per un mese.
Trenta giorni di cantiere continuo, ventiquattr’ore su ventiquattro, per rifare da cima a fondo l’asfalto della pista di volo. Un appalto da oltre 19 milioni di euro, con i voli commerciali trasferiti a Salerno-Costa d’Amalfi e a Roma Fiumicino.
Questo è quello che serve sapere a chi deve prendere un aereo. Chi a terra ci vive tutto l’anno, invece, ha un altro conto aperto.
DUECENTOCINQUANTA MILIONI PER FAR ATTERRARE AEREI PIÙ PESANTI
Pochi giorni fa la Gesac ha presentato le linee del Masterplan al 2035: 250 milioni di euro di investimenti in dieci anni per consentire l’atterraggio di aerei a pieno carico e moltiplicare i movimenti di volo. L’aeroporto festeggia i record turistici e di traffico.
Ma chi abita sotto la rotta degli aerei festeggia molto meno.
Io vivo a San Pietro a Patierno, nella VII Municipalità. Chi mi conosce sa che questa battaglia contro l’inquinamento acustico me la porto addosso da sempre, tra i comitati di quartiere e le assemblee tra Napoli e Casoria.
A ogni decollo tremano i vetri, si interrompono le lezioni nelle aule scolastiche, si alza la voce dentro casa per riuscire a parlare.
I NUMERI DELLA TASSA SUL RUMORE
Esiste una tassa precisa: si chiama IRESA, cioè Imposta Regionale sulle Emissioni Sonore degli Aeromobili. La pagano i vettori aerei per ogni atterraggio e decollo, ed è destinata per legge a risarcire e compensare le popolazioni esposte al rumore.
Tra il 2015 e il 2023 le compagnie aeree hanno versato alla Regione Campania oltre 8 milioni di euro. Secondo le rilevazioni ufficiali, l’86% dell’impatto acustico grava sul Comune di Napoli e il 14% su Casoria.
Il 29 giugno 2026 il Consiglio Comunale di Napoli ha approvato la deliberazione n. 78, ratificando la delibera di Giunta n. 181 dell’assessore Vincenzo Santagada: sono stati sbloccati 1.467.576,45 euro di avanzo vincolato IRESA da assegnare ai Parchi Urbani per compensazione ambientale, insieme a 226.320 euro assegnati all’ARPAC (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania) per una campagna di monitoraggio acustico.
Tradotto per chi non mastica le delibere: ci sono quasi un milione e mezzo di euro pronti sul capitolo di spesa per mitigare il baccano nelle aree più tartassate.
I SOLDI CI SONO. SONO FERMI
Quando ero vicepresidente del consiglio d’istituto all’Oriani-Guarino, vedevo presidi e plessi costretti a bussare alla porta della Gesac a chiedere “favori” e sponsorizzazioni per comprare due computer o mettere una tenda, mentre i soldi pubblici dell’IRESA restavano fermi nei bilanci comunali.
Quei fondi servono a insonorizzare le aule scolastiche vicino alla pista, a montare infissi a tenuta acustica, a mettere a dimora alberature fonoassorbenti e a sistemare parchi pubblici abbandonati come quello di viale IV Aprile o Parco Aquino.
Invece vediamo rifare la pista a tamburo battente per far atterrare aerei più pesanti, mentre nelle nostre strade periferiche nessuno sa quando partirà un solo cantiere di risanamento.
NON è una gentile concessione. È un risarcimento per la salute dei residenti.
DUE PEC DA MANDARE QUESTA SETTIMANA
Ai residenti di San Pietro a Patierno, Casoria e Secondigliano dico una cosa pratica:
1. Inviate una richiesta formale via PEC alla presidenza della Municipalità 7 e al Servizio Verde e Tutela dell’Ambiente del Comune di Napoli, pretendendo il cronoprogramma esecutivo dei fondi sbloccati con la delibera n. 78/2026 per i nostri quartieri.
2. Chiedete ad ARPAC e al Comune la pubblicazione periodica dei dati registrati dalle centraline fonometriche posizionate attorno al sedime aeroportuale.
Al sindaco Gaetano Manfredi e all’assessore Vincenzo Santagada una domanda la pongo direttamente: la pista dell’aeroporto la rifate in ventiquattro giorni di lavoro h24. Per proteggere le scuole e sistemare il verde delle nostre periferie quanti anni dobbiamo aspettare?
E se serve una mano a impostare le PEC, io sto qui.
FONTI
– Comune di Napoli, Deliberazione di Consiglio Comunale n. 78 del 29/06/2026 (Seduta del 29 giugno 2026, proposta Delibera di Giunta n. 181)
– Gesac S.p.A. / ENAC, Chiusura programmata Aeroporto di Napoli per riqualifica pista di volo, novembre 2026
– Strade & Autostrade Online, «Rifacimento pista di volo Capodichino: dettagli tecnici e lavori», 16/09/2026
– Fanpage.it, «Voli Capodichino novembre 2026, gli spostamenti con la chiusura: Salerno, Roma, l’elenco delle compagnie», 15/09/2026
P.S. A novembre, nei trenta giorni in cui la pista resterà chiusa, fateci caso: scopriremo per la prima volta che rumore fa il silenzio a San Pietro a Patierno.







