Napoli è l’arte di arrangiarsi, dal dopoguerra intere generazioni hanno vissuto con questa filosofia. Fino ai giorni nostri è esistito un substrato della società, un’alternativa fatta di lavoro nero e di modi diversi di sostentamento, non stiamo parlando di delinquenza o lavori fuorilegge ma di lavori fatti senza fare la fattura o merce venduta senza fare lo scontrino.
Questo modo di affrontare la vita lavorativa è molto facile trovarlo: può capitare a chi vive una vita “normale”, ma soprattutto a chi ne vive una “diversa”, con un figlio disabile, un genitore allettato o un convivente che lotta per la vita.
Io posso parlarvi della mia esperienza, ma ci sono sicuramente casi come il mio, se non peggiori. Da quando abbiamo saputo che Federica era autistica la nostra vita si è stravolta, non solo per una questione di abitudini e di aspetti psicologici ma anche per questioni più materiali.
Fede ha bisogno di assistenza più o meno costante: fortunatamente la sua patologia non è a una percentuale alta, ma ti impegna lo stesso. Tre volte a settimana devo accompagnarla ad un centro ad Ottaviano dove fa psicomotricità e logopedia con orari più o meno fissi, sono tre ore a 30 km da Casoria. Ogni tanto ci sono le visite all’ASL quelle all’INPS, quelle private, poi c’è il corso di Musicoterapia… e chi più ne ha più ne metta.
Ecco adesso ditemi voi come potrei permettermi un lavoro? Sono diplomato in Tecnico Geometra e sono un Tecnico di Caldaie a Gas. Inutile dirvi che NESSUNO mi prenderebbe a lavorare.
Dicevo, mi recai dal mio commercialista per aprire una ditta tutta mia, ero entusiasta, pronto per affrontare questa nuova avventura nonostante tutto, nonostante sapessi di poter lavorare in piena libertà solo 2 giorni a settimana, è difficile prendere degli interventi sapendo che durante il giorno devi gestire le varie terapie, ma questo non mi scoraggiò nel chiedere al commercialista l’apertura di una ditta come manutentore di caldaie. La sua risposta fu categorica… TU SI PAZZ!!! Così esclamò spiegandomi tutte le spese che comportava una partita IVA, continuava dicendomi, una cosa è essere un dipendente, un’altra è avere una ditta individuale, mi recai altre quattro volte da lui per capire in che modo potevamo aprire una ditta valutando il mio caso, ma niente non vi sono state alternative, una delle cause maggiori perveniva dal versamento pensionistico, la quota annuale all’INPS per una pensione che, anche se paghi, mai vedrai.
Ecco, sono un LAVORATORE NEGATO, costretto a usare quella famosa Arte Napoletana per portare avanti la mia famiglia, abbiamo una sartoria, paghiamo le nostre tasse, ma ho ugualmente una rabbia addosso, non posso aiutare mia moglie, sono costretto a fare lavoretti a nero, abbiamo saputo della patologia di mia figlia da cinque anni, una patologia che prevede un assegno di 280,00€ al mese come indennità di frequenza giusto per coprire alcune spese ma che non ci è ancora stata versata nemmeno una volta (avvocato, CAF già all’opera ma questa è un’altra storia).
Nonostante tutto siamo felici e guardiamo, guardo al futuro, a riveder le Stelle.



